Chi sono? A dire il vero nemmeno io sono ancora riuscita a capirlo con precisione…
Saranno i 40 anni che proprio nel 2017 hanno voluto farmi visita, e siamo sinceri, potevano aspettare ancora un po’, o saranno i cambiamenti che ti succedono nella vita e che non ti avvisano per tempo. Sarà che quando ti fermi un attimo ti rendi conto che proprio ieri i ragazzini ti davano del tu e oggi ti danno del Lei (oddio che sensazione strana!!!). Sarà il tempo che scorre così velocemente e quello che si porta con sé a rendere tutto così inspiegabilmente incasinato.
A volte mi capita di pensare che ero molto più “grande”da adolescente rispetto ad ora, poi ci rifletto e in realtà capisco che allora ero solo apparentemente più responsabile perché mi mancava l’esperienza, quindi per paura di sbagliare ero totalmente intransigente verso me stessa e verso gli altri. Ora mi rendo conto che un po’ di esperienza me la sono fatta e rimango comunque estremamente intransigente, concedendomi però dei momenti di inspiegabile irresponsabilità adolescenziale: un casino insomma!
Bambina molto vivace e curiosa fin dai primi anni, prima ancora di camminare avevo capito che potevo liberarmi dalla gabbia del girello semplicemente sollevandolo per scorrazzare a mio piacimento.
Verso i 4 anni mi ritrovavo a raccogliere i mirtilli con la mia famiglia nei boschi della Svezia nelle scampagnate domenicali. Ma la mia domanda era sempre la stessa: perché faticare tanto, svegliandosi la mattina presto e camminare per ore raccogliendo nei cesti questa frutta così buona, quando era molto più divertente sedersi a terra e mangiarne a volontà senza alcuno sforzo? Quindi io mi sedevo e ottimizzavo le forze.
E poi, che ci facevo in Svezia? Al tempo non era ben chiaro nemmeno a me, la cosa che forse non mi destabilizzava tanto è che i boschi e i paesaggi della Svezia non li vedevo comunque così diversi da quelli della mia amata Carnia (zona del Friuli Venezia Giulia dove sono nata e cresciuta spensieratamente come Heidi). In più prendere l’aereo a casa mia era di routine, come prendere la macchina: più volte al mese mi capitava di accompagnare mio papà all’aeroporto per lavoro o di andare a riprenderlo con il mio mitico zio Bobo nell’attesa di un regalino perché i report che mamma gli faceva sul mio comportamento in sua assenza erano positivi. Master di gestione aziendale familiare precoce.
Verso i 5 anni invece mi trovai catapultata in un posto strano, con una grande porta d’ingresso, con un bel giardino attorno e con in mano una piccola valigetta di latta (lunch box), al cui interno prima di partire da casa mia mamma mi aveva messo un po’ di frutta e un tovagliolo. Scese dall’auto, mamma mi accompagna alla porta e mi dice: “Amore entra e vai a salutare quella signora e a conoscere gli altri bambini”. Ero un po’ titubante a dire il vero, ma mamma era così tranquilla che lo feci: entrai e mi avvicinai a tutti chiedendo loro come si chiamavano e dicendo il mio nome, ma subito capii che c’era qualcosa che non andava. Tutti mi rispondevano con parole che non capivo. Magari era colpa mia perché mi rivolgevo a loro nella mia lingua madre, cioè in Friulano (lingua del Friuli, NON dialetto) quindi ci provai anche in italiano, ma il risultato non cambiava: da bambina perspicace intuii che quello era un asilo… ma un asilo americano!!! E non era come oggi, che basta piangere e la Responsabile chiama i tuoi genitori che vengono a riprenderti per portarti a casa optando per un inserimento GRADUALE. Mi trovavo a Birmingham, in Alabama e nessuno capiva il friulano o l’italiano. Capì che si prospettavano dei mesi impegnativi. Anche in questo caso però ho voluto ottimizzare le forze usando il linguaggio dei gesti che fortunatamente è universale. Dopo l’asilo è seguita la prima elementare e il linguaggio fortunatamente si è trasformato in verbale.
Diciamo che questi episodi della mia infanzia uniti ad altri sui generis, hanno contribuito non poco allo sviluppo della mia personalità e della mia capacità o incapacità di affrontare i nuovi contesti e le nuove sfide, buttandomi nelle nuove avventure senza troppi ripensamenti.
Allontanata da casa a 19 anni per seguire l’università in un’altra regione, dopo la laurea in D.A.M.S mi sono trasferita a Roma entrando, con audizione, in un’ Accademia di recitazione e doppiaggio. Sono rimasta in questo mondo per circa 5 anni, facendo anche l’Assistente al doppiaggio e altre cosette, poi ho deciso di cambiare rotta e sono diventata Responsabile degli Affari Generali di una nota nota società, e successivamente multinazionale nel settore del Gambling.
Ora era arrivato anche il momento di cimentarmi in qualcosa di completamente diverso, e perché non provarci? La Gianna e il mondo del blog sono una nuova sfida per me, una frizzante avventura che mi dà l’entusiasmo di rimettermi in gioco su un campo nuovo e sarete voi a decretare se sarò in grado di soddisfare la vostra curiosità e intelligenza. Dal canto mio posso dirvi che accetterò con il sorriso ogni vostra delibera.
Buona navigazione.
Mandi!


La Bora



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