C’era una volta, in una terra bellissima, una bambina dalla pelle olivastra, capelli scuri sottili ed occhi a mandorla. Non sembrava italiana ed a molti non sembrava neanche una bambina. Assomigliava più a Mowgli del Libro della Giungla e potevi vederla scorrazzare tutta l’estate, saltellando da uno scoglio all’altro, in una delle meravigliose baie salentine dall’acqua cristallina in cui era nata.
A minare la sua tranquillità arrivarono presto due sorelle più piccole (purtroppo non si chiamano Anastasia e Genoveffa, ma sarebbe stato divertente) che si unirono ad una famiglia ad alta concentrazione di donne, dove anche il pastore tedesco era femmina. Il nonno ed il padre Re Alino erano gli unici rappresentanti dell’altro sesso con una sola missione: sopravvivere.
Al liceo la piccola Mowgli aveva già cambiato quattro volte il colore dei suoi capelli passando dal fucsia shocking al viola funerale, fino ad un improbabile blu elettrico. Nel frattempo aveva praticato ginnastica artistica, provato a suonare il piano, cantato in un gruppo folk e fatto parte degli scout.
Ma quella ragazzina irrequieta aveva ancora molto da dire al mondo e decise di farlo fondando un giornalino del liceo insieme ad un mucchio di compagni di scuola matti nell’accezione più bella. In due anni, quella diventò la rivista per ragazzi più letta nelle scuole di Lecce ed uscì come inserto con il Quotidiano.
Nonostante tutto, quella ragazza dai capelli multicolor aveva un altro sogno nel cassetto: scrivere per il cinema. E per questo non le rimaneva che trasferirsi in quella che le sembrava la città del cinema per eccellenza. Così scelse Roma e ci si trasferì quasi prima di finire la maturità, per paura che potessero finire gli alloggi.
Con un’amica che era già in città, trovarono una casa enorme in cui vissero in sei, (quasi) sempre felici e contente nei loro anni più belli. La ragazza che amava il cinema, come per magia, si ritrovò laureata in Antropologia, disciplina talmente originale che nessuno sapeva a cosa potesse servire. Quando anche la nostra protagonista se ne rese conto, decise di specializzarsi nel marketing e nell’organizzazione degli eventi, frequentando corsi, master e stage, finché non iniziarono le vere e proprie esperienze lavorative.
Ma il pallino per la scrittura e quello per il cinema non la abbandonarono, tanto che alla prima occasione tornò sui banchi di scuola per un corso di sceneggiatura, da cui nacque un fighissimo progetto per una serie tv alla ricerca di produttore. Nel frattempo si prodigò anche nella scrittura di un libro e, dato che fare una cosa per volta non era mai stato il suo forte, ne scrisse addirittura due. Le promozioni di entrambi i libri si accavallarono mandandola quasi al manicomio e per uscire dall’impasse decise che fra i due litiganti il terzo gode. Perciò aprì questo blog, in cui decise di parlare di tutto un po’, perché i tempi dell’editoria sono troppo lunghi e lei aveva bisogno di comunicare molto più spesso che una volta ogni sei mesi.
Se volete saperne di più di quella birbante dagli occhi a mandorla, non vi resta che seguirla in queste pagine o leggerla nei suoi libri, in cui parla delle storie degli altri ma sempre a modo suo, come solo una piccola Mowgli irrequieta dai capelli multicolor potrebbe fare.



Commenti su “La Gianna”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

About Blog

La Bora

Chi sono? A dire il vero nemmeno io sono ancora riuscita a capirlo con precisione… Saranno i 40 anni che proprio nel 2017 hanno voluto farmi visita, e siamo sinceri, potevano aspettare ancora un po’, Read more...