Mi è venuto in mente di scrivere questo pezzo perché il tormentone dell’estate è stato: Ah, ma quindi sei una Blogger? Domanda solitamente accompagnata da facce con punti esclamativi che nascondevano quesiti tipo: che poi che diavolo fanno ‘ste blogger? Ed esclamazioni come: peccato, sembrava una ragazza normale!

Dal momento che non c’ho mai tenuto ad essere normale fin da quando a 15 anni mi feci per la prima volta i capelli fucsia o quando decisi di diventare un’antropologa (qualunque cosa significasse), far parte di questo bizzarro universo dei blogger mi diverte non poco. Per cui ho deciso di raccontarvelo a modo mio.

Non vi aspettate trattati sociologici, studi di psicologia o uscite da antropologa (qualunque cosa significhi), potete stare tranquilli, voglio solo raccontarvi questo mondo dall’interno giusto per far capire qualcosa in più su quest’esercito di finti giornalisti che hanno invaso il web da qualche anno a questa parte.

Chi sono i blogger nel luogo comune? Più o meno dei tizi che non possono fare a meno di scrivere compulsivamente ed invece di lavare i panni sporchi in casa propria, si sono dotati di un diario virtuale in cui raccontano i fatti propri e quelli altrui pubblicamente, perché c’è molta più soddisfazione. Ovviamente no. Anche se devo ammettere che qualcuno lo fa per manie di protagonismo o perché non potrebbe mai scrivere su un vero magazine (mancano le regole grammaticali di base, cribbio!) però non tutti. In questo variegato mondo di diversamente scrittori c’è anche chi ha delle passioni, un progetto in cui crede fermamente e questi sono i peggiori, perché se sei loro amico, parente o anche solo conoscente, ti si attaccano alle calcagna e non ti mollano se non metti, ad esempio, il Like alla loro pagina Facebook. Ti obbligano ad invitare gli amici degli amici e se la prendono se almeno una volta a settimana non dimostri di aver apprezzato un loro post. Questa visione già mi appartiene di più. Esagerando naturalmente, se fossi veramente così mi toglierei il saluto da sola, figuriamoci l’amicizia su Facebook.

In tutti i modi il problema vero è che dall’esterno non si capisce realmente quanto lavoro ci sia dietro un semplice blog: crea il sito, scrivi gli articoli, fai il logo, apri tutte le maledette pagine social, crea le foto profilo, le immagini di copertina, scrivi i post che per Fb devono essere in un certo modo, pubblicati in determinati orari, per Twitter ci sono tutt’altre regole, per non parlare di Instagram che vuole solo foto e tag mentre tu hai articoli che non puoi linkare da nessuna dannatissima parte… Insomma, un lavoraccio immane. A cui si aggiungono quegli stronzissimi logaritmi dei social che un giorno preferiscono che tu pubblichi del testo, il giorno dopo vogliono le foto e la settimana successiva amano alla follia i video, si ma fatti con alcuni programmi specifici ed in un certo modo, non è che prendi e fai di testa tua. Chi ti credi di essere?!?

Se il tuo non è un profilo personale poi, ti devi imbattere in una serie di fantastiche regole per le pagine e lottare contro millemila concorrenti di ogni tipo e contro il sabotaggio di Zuckerberg che non ti farebbe uscire sulle home dei tuoi amici neanche morto. A meno che tu non decida di pagare le inserzioni ed a quel punto, forse, ogni tanto, apparirai timidamente nelle notizie di qualcuno che non avrà la minima idea del mazzo che ti sarai fatto per arrivare nella sua home e t’ignorerà beatamente. Non so se rendo l’idea?

Per non parlare di quando Facebook decide insindacabilmente di togliere i Like degli amici che eri riuscito ad impietosire (perché, perché maledetto???). E quando sembra che neanche tua sorella e tua zia abbiano messo Mi Piace alla pagina, quando sai che hanno premuto il pulsante davanti a te e mai si sarebbero sognate di togliere il like per paura di pesanti ripercussioni, è in quel preciso istante che si alza un urlo dentro di te che dice più o meno: MA CHI C…O ME L’HA FATTA FAREEE???

Ed è proprio nel momento in cui stai pensando di mandare tutto all’aria che scopri che anche le tue amiche virtuali conosciute sui gruppi di blogger hanno lo stesso problema. Non solo, ti fanno notare che anche Instagram ci odia, oscurando le foto con determinati hastag che non compariranno MAI nei suggerimenti. Poi guardi Twitter che, se non cinguetti sugli argomenti del giorno, non ti si fila neanche di pezza e ritorni alla domanda di cui sopra.

Direte voi, ma non potevi scrivere per un magazine più famoso così risolvevi la metà dei tuoi problemi? E dove sta il bello? Se scrivo per gli altri ho delle scadenze, decidono loro l’argomento, mi mettono dei paletti… E’ così bello metterseli da soli i paletti quando, ad esempio, decidi di crearti un Piano Editoriale per auto-infastidirti. Si perché da Giugno siamo in due ad occuparci del blog (oltre ai collaboratori fissi ed alle guest) per cui con La Bora abbiamo pensato bene di fissare delle regole di pubblicazione secondo le quali ogni lunedì deve uscire un articolo su determinati argomenti, il martedì sui viaggi, il mercoledì le interviste, il giovedì food e via dicendo. D’altronde se vuoi giocare a fare il Magazine è uno sporco lavoro che qualcuno dovrà pur fare. E dal blog personale in cui scrivere una volta ogni tanto ti ritrovi a dover coprire ogni settimana tutto il palinsesto.

Ora forse la sto facendo più nera di quanto non sia, alla fine se siamo ancora qui a parlarne qualcosa di bello dovrà pur esserci e se continuiamo a sfornare ogni giorno tanti contenuti nuovi è perché in fondo ci divertiamo, facciamo quello che ci piace, nel modo in cui ci piace e stiamo mettendo su una bella community che non smetteremo mai di ringraziare per il sostegno.

Però se pensate ancora che blogger sia uguale Chiara Ferragni, ricordatevi questo post e sappiate che scrivendo sul web non vi crescerà istantaneamente la sua folta chioma Pantene. Stessa sorte per il conto in banca. Per cui quando vi chiederemo ancora e ancora e ancora di mettere, ogni tanto, qualche piccolissimo maledetto like, ricordatevi di questo post e… vogliateci bene.

La Gianna

 



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