Paris … città degli innamorati e degli artisti nell’animo dei sognatori, ma anche luogo sensibile e purtroppo, negli ultimi anni, teatro di numerosi attacchi terroristici nella visione delle persone più fredde e ciniche.

Voglio premettervi che, udite udite, Parigi non ha mai rappresentato per me una metà desiderata: ebbene si, contrariamente credo al 99% della popolazione, non ho mai avuto il desiderio di visitarla, anzi, ero piuttosto prevenuta all’idea di investire le mie ferie e le mie risorse economiche per questa meta europea.

Infatti, non mi sono mai interessata ad organizzare un viaggio a Parigi preferendo altre città. Poi però, allo scadere del mio 40esimo compleanno ho ricevuto un regalo dal mio ragazzo: un viaggio a Parigi!!!

Che felicità!!! Naturalmente lo dico con ironia, non pensiate che il mio amorevole compagno non fosse a conoscenza di questa mia riluttanza verso la capitale francese, ma aveva la certezza che non avrei  mai potuto rifiutare un gesto così romantico. A dirla tutta, credo che il regalo fosse più per lui che per me, visto che è innamorato di Parigi e sogna di andarci a vivere almeno un paio di mesi l’anno.

Dopo una prima implosione di delusione, che credo di non essere riuscita a mascherare (anche se ce l’ho messa tutta) come faccio sempre mi sono detta: perché no! In fondo l’idea che mi ero fatta su Parigi non aveva elementi concreti, e se tutti quelli che conosco ne erano rimasti affascinati, ci doveva  pur essere qualcosa di magico per ricordarla con tanto piacere.

Quindi … ok, si parte!

Per quei pochi che , come me, hanno delle perplessità nel visitare Parigi, cercherò di darvi delle indicazioni e suggerimenti  pratici che vi serviranno nel caso decideste di rischiare come ho fatto io ahahaha

Potrete prendere spunto per  riempire il vostro soggiorno, che si tratti di 2, 3, 4 o 5 giorni 😉

La vacanza è durata 5 giorni pieni, per cui sono riuscita a visitare molte cose, anche se, come in altre città, per vedere tutto bisognerebbe viverci per un po’.

Partenza sabato 2 settembre ore 9.30 da Fiumicino, rigorosamente con compagnia low cost (per evitare di vendere un rene) e arrivo a Parigi Orly verso le 11.30. Destinazione hotel Le Bulles de Paris nel quartiere latino.

Per chi non ha mai messo piede a Parigi, va detto che a livello di trasporti inizialmente è un po’ complicata da comprendere: la città è suddivisa in 8 zone , a cui corrispondono mezzi pubblici e tariffazioni diverse, insomma un casino! Autobus, metro, RER, zone di partenza e zone di arrivo con biglietti diversi a seconda dei tragitti.

Cosa vogliamo visitare? In che zona si trovano i nostri punti di interesse? Quanti mezzi e zone dobbiamo cambiare? Quali biglietti dobbiamo acquistare? Un bel dilemma!!! Se ci siete stati avete già capito, se come me ci andate per la prima volta … beh … evitatevi il mal di testa e appuntatevi queste indicazioni 😉

Esistono diverse formule, soprattutto per turisti, per districarsi nel mondo dei trasporti parigini,  vi indicherò quelli che secondo me sono i più validi per risparmiare tempo e denaro.

Dovevo pianificare tutte le attività e i luoghi turistici da vistare nei 5 giorni, facendo ben attenzione ad incastrare ogni cosa nel modo migliore per vedere il più possibile e non perdere tempo: il segreto è appuntarsi su un foglio tutti i siti di interesse, verificarne la posizione sulla mappa, controllare gli orari di apertura e chiusura, i giorni di entrata gratuita (ho scoperto che la prima domenica del mese diversi musei sono gratuiti) e, cosa non meno importante per rientrare nel proprio budget, segnarsi il costo del biglietto d’ingresso.

Metodica come sono, mi ero già preparata tutte queste informazioni  sfruttando il tempo libero che ho avuto a fine agosto sdraiata sul lettino a prendere il solleone: una blogger non stacca mai sappiatelo!

Avevo quindi fatto un planning giornaliero completo, con orario mattutino di partenza, mete da visitare, tempo massimo di permanenza in ogni singolo luogo, trasporti da utilizzare e budget giornaliero necessario. Addirittura mi ero evidenziata i piccoli alimentari , o come si chiamano a Parigi “épicerie”, nei pressi dell’hotel o dei luoghi che avremmo visitato,  per il pranzo al sacco (meno male che l’ho fatto perché la città è davvero expensive), e deciso di comprare le cartoline già i primi giorni per evitare quello che per me diventa un classico nei viaggi: ridurmi a cercarle affannosamente l’ultimo giorno, scriverle e inviarle ad amici e parenti a poche ore dal volo di rientro a casa.

Insomma, a me Furio fa un baffo 😉

Organizzato tutto dovevo risolvere la questione trasporti: io ho optato per il Paris Visite Pass, acquistato alla biglietteria Orlyval dell’aeroporto di Orly, valido per  5 giorni nelle zone 1-5 al costo di 65.80€.

Il Paris Visite Pass è nominativo e permette viaggi illimitati su tutti i mezzi di Parigi, compresa la tratta Orlyval che porta dall’Aeroporto al centro di Parigi (solo questa  tratta costerebbe dagli 8 ai 12 euro senza pass), la tratta RER per la Reggia di Versailles e la funicolare di Montmartre.

In alternativa, a seconda della vostra permanenza e mete turistiche individuate, potete scegliere anche il carnet ticket T+ da 10 biglietti, non nominativi, al costo di 14.50€, che vi permetterà di muovervi con metro, autobus e RER all’interno di Parigi. Non potrete però fare tutte le coincidenze, ma solo autobus/autobus oppure autobus/tram entro i 90 minuti di validità. Non comprendono la Orlyval.

Per quanto riguarda i musei e monumenti, fra le varie ricerche effettuate sotto il sole estivo, ho scoperto che esisteva anche un altro Pass che poteva risultare molto interessante: si tratta del Paris Museum Pass.

Il Paris Museum Pass  vi permette, ad un unico prezzo, di entrare gratuitamente e tutte le volte che volete, saltando le code tramite ingresso preferenziale, in più di 60 musei e monumenti di Parigi e della regione parigina. Può essere fatto per 2 (48€), 4 (62€) o 6 (74€) giorni consecutivi.

A questo punto la mia lista delle “attrazioni” con corrispettiva spesa si rivelava indispensabile.

Mi è bastato fare un confronto dei prezzi per capire che il Paris Museum Pass 4 giorni era sicuramente la soluzione ideale per la mia vacanza: questo mi permetteva di evitare code interminabili (tranne quella della Reggia di Versailles) e risparmiare qualcosina per un buon aperitivo serale in qualche bistrot caratteristico della capitale francese 😉

Devo precisare che il Paris Museum Pass non comprende l’accesso alla Tour Eiffel,  l’accesso alle mostre temporanee, alle audio guide e alle visite guidate.

La maggior parte dei monumenti e dei musei sono gratuiti per i minori di 18 anni e per i cittadini dell’Unione Europea con meno di 26 anni.

Fatto questi 2 pass tutto è stato semplicissimo!

La Orlyval è stata la prima sorpresa: una mini metro in superficie senza macchinista!!! Pilotata esternamente da chissà quale centrale di controllo, tutta vetrata e senza pilota 😉

Arrivati alla fermata di Antony abbiamo preso la metro B e linea 10 destinazione Maubert  Mutualitè.

Usciti dalla metro eccoci catapultati nel bel mezzo di un meraviglioso marchè local parigino nel quartiere latino.

L’albergo distava solo 200 mt dalla metro, 

 

Ci avevamo messo circa 40 minuti ed erano circa le 13.30, quindi fatto il check in era ora di far partire il mio programma, non c’era tempo di cazzeggiare a vuoto: con l’entusiasmo di 2 ventenni siamo partiti alla scoperta di Parigi.

1° giorno – SABATO – SACRO CUORE, MONTMARTRE/PLACE DU TETRE, PIGALLE, MOULIN ROUGE.

Dopo una prima tappa al mercato del quartiere per rifocillarci un po’ con frutta fresca e bevande, ci siamo subito rituffati nella metro alla scoperta della Basilica del Sacro Cuore nel quartiere pittoresco di Montmartre.

Non sapevamo però che ci aspettava una bella sessione di allenamento:  scesi alla fermata Abbesses  (10 min), ci siamo trovati subito a salire circa 150 gradini su una scala a chiocciola molto larga per riaffiorare in superficie. Le nostre gambe e i nostri glutei si sono così risvegliati.

Dopo una piccola passeggiata di qualche minuto abbiamo raggiunto la vicina funicolare con la quale siamo saliti ancora di qualche metro raggiungendo così la Basilica che si stagliava imponente sulla collina.

Dopo aver visitato la Basilica non potevamo esimerci dal salire sulla cupola per ammirare Parigi dall’alto: se anche voi vorrete provare questo brivido sappiate che dovrete affrontare ben 300 gradini di una scala a chiocciola molto stretta (1 sola persona per volta in fila indiana) e lunghissima, durante la quale vorreste potervi  esprime con qualche termine che non proprio si addice con quel luogo sacro.

Dopo la salita, che oltre alla fatica vi sarà costata 6€, il panorama vi piacerà sicuramente e sarete soddisfatti di poter raccontare una simile impresa.

Con la fierezza di due sportivi ormai affermati, abbiamo intrapreso la discesa, che tranne la fatica si è presentata come la salita: evitate di prenderla troppo al galoppo perché sviluppandosi come un vortice rischiate di arrivare a terra prima che le scale siano concluse.

Ora arrivava la parte più spassosa, andare a visitare il quartiere di MontMartre, ed in particolare la piazzetta che dista pochi minuti dalla Basilica: Place du Tetre.

Questa piazzetta, rinomata per i pittoreschi  bistrot e localini, è soprattutto il luogo dei ritrattisti: troverete dozzine e dozzine di pittori intenti ad immortalare i turisti con ritratti e caricature meravigliose. L’unica nota stonata  è che di pittori francesi ne ho visti ben pochi, erano tutti orientali … mah … però molto bravi.

Da buona friulana, trovandomi in questa splendida piazzetta, non potevo esimermi dal  testare la qualità dei vini francesi, quindi ci siamo seduti in un bistrot dall’aria molto familiare e abbiamo brindato con un buon Bordeaux del 2014 e delle olive, gustandoci le acrobazie di un bizzarro funambolo che davanti a noi si esibiva  sospeso fra due alberi.

L’atmosfera era molto rilassata e noi ci eravamo veramente calati nei panni dei turisti, ma io non perdo il controllo e si erano fatte quasi le 18, Pigalle e Le Moulin Rouge ci stavano aspettando.

Dopo una sola fermata di metro eccoci arrivati a Pigalle: questa lunga via ti accompagna al Moulin Rouge passando fra sexy shop, cinema a luci rosse, night club, privè e bistrot. Interessante 😉

 

Devo dire che a Parigi sono proprio attrezzati per tutte le necessità impellenti: indicazioni stradali anche per i bagni pubblici presenti e servizi gratuiti impeccabili!

Questa volta abbiamo dovuto rinunciare allo spettacolo danzante del Moulin Rouge, ammirando la struttura solo dall’esterno, ma sappiate che potete partecipare agli spettacoli a partire dagli 80€ a testa a salire, in base all’orario di spettacolo, alle consumazioni o eventuale cena.

Noi, ormai arresi alla fame che non ci dava tregua, ci siamo accomodati proprio di fronte al Moulin Rouge e abbiamo cenato nell’ ottimo ristorante Bufalo Grill: per chi come noi ama la carne è stata una scelta azzeccatissima (25€ a testa compreso vino e caffè). P.s. per chi desidera  sperimentare il vino della casa, ricordatevi di chiedere il vino in pichet (caraffa).

A cena conclusa, dovevo ultimare questo concentrato e interessante pomeriggio parigino con dolcezza e, guarda caso, alla sinistra del ristorante c’era proprio Starbucks ahahahha … la cheesecake mi chiamava … e prima di ritirarci in albergo non mi sono potuta tirare indietro.

 

2 giorno – DOMENICA – MUSEO D’ORSAY, JARDIN DE TUILERIES, PLACE DE LA CONCORDE, CHAMPS-ELYSEES E ARC DE TRIOMPHE.

Come dicevo la prima domenica del mese alcuni musei e monumenti sono gratuiti, ma noi avevamo il pass quindi  poco ci importava.

Partenza alle 9, in una decina di minuti dalla metro di Maubert Mutualitè con un cambio siamo scesi a Musée D’Orsay e siamo entrati senza coda alla Gare D’Orsay:  gloriosa stazione ferroviaria  in disuso, sede della collezione nazionale  d’arte impressionista, post impressionista e art nouveau.

Le opere che vanno dal 1848 al 1914 si dispongono perfettamente nel corridoio centrale e lungo le varie stanze e vani che sia aprono lateralmente fra i vari piani.

La sezione degli impressionisti è impressionante! Un opera d’arte anche il ristorante interno … di gusto alquanto discutibile.

Qualche ora è stata sufficiente per chi, come me, apprezza l’arte che mi stupisce all’istante e non si sofferma per forza su opere che sembrano, concedetemi il termine,  “già viste”. Sempre verdi invece i capolavori di alcuni dei più celebri artisti che vissero a Parigi, fra cui Van Gogh, Renoir e Monet.

Il museo è vicinissimo, a piedi,  al Jardin Des Tuileries, che ad una estremità si affaccia al Museo del Louvre e dall’altra a Place De La Concorde e agli Champs-Elysees che terminano con l’Arc de Triomphe: tutto calcolato!

Dopo qualche foto di rito nella prima parte del magnifico Jardin, con alle spalle la piramide del Louvre ci siamo diretti al supermercato per il nostro shopping alimentare che ci avrebbe garantito un meraviglioso pic nic in questo curatissimo spazio verde parigino. Per quanto è curato non è consentito l’ingresso ai cani.

Dopo aver  dato soddisfazione al nostro palato, ci siamo incamminati verso Place de la Concorde.

Proseguendo per i Champs-Elysees , che erano stati transennati dalla sicurezza e interdetti al traffico , abbiamo passato in rassegna le vetrine dei numerosi negozi e siamo infine giunti all’Arc de Triomphe.

Non chiedetemi  quanti chilometri abbiamo percorso … decisamente tanti … e posso dirvi che la nostra schiena e i nostri piedi avevano da tempo cominciato a risentirne. Il colpo finale l’hanno dato i 200 gradini che abbiamo dovuto fare per salire in cima all’Arco … nemmeno a Venezia ho mai affrontato tanti scalini in 24 ore.

Il paesaggio della città dall’alto è sempre bello, però a dire la verità visto una volta poi non è che cambi molto … quindi se non siete così curiosi e avete già visto il panorama, potete evitare questa salita senza rimpianti 😉

Smarcato anche l’Arc de Triomphe e dintorni, ci siamo diretti verso il quartiere più trendy della Ville Lumiere, ovvero Le Marais dove avremmo trovato anche le Centre Pompidou: anche in questo caso con non più di 15 minuti  e un cambio di metro abbiamo raggiunto la fermata di Hotel-de-Ville.

Il Centre Pompidou racchiude la collezione d’arte moderna, postmoderna e contemporanea. Da vedere sicuramente ma per quanto mi riguarda, il più delle volte si tratta di opere incomprensibili, molto lontane dall’idea di opera d’arte che intendo io. Secondo voi a quale mi riferisco?

 

Terminata la visita si era fatta ora di cena: finalmente potevamo passeggiare in questo bel quartierino e goderci l’atmosfera parigina che si rendeva palpabile all’avvicinarsi di ogni bistrot.

Col desiderio di mangiare una buona bistecca,  siamo andati alla ricerca di un ristorante adeguato, ma le opzioni erano 2: o pagare un conto salatissimo in qualche ristorante francese chic o rinunciare a mangiare e ubriacarci con noccioline e pizzette … per noi che seguiamo la Paleo Dieta non era fattibile, avevamo bisogno di ciccia … ed ecco che come per magia troviamo la soluzione. Siamo andati “Al solito posto” , ristorante italiano dove abbiamo cenato con un’ottima bistecca succulenta, insalata e buon vino (30€ a testa con vino e caffè).

Dopo circa un paio d’ore seduti in relax a chiacchierare e sorseggiare del vino rosso, alzarci ci è sembrata un’ impresa titanica: avevamo le gambe e la schiena a pezzi dopo un giorno intero passato in piedi a camminare da una parte all’altra. Era quasi mezzanotte e volevamo solo una bella doccia calda ed un comodo letto: con una decina di minuti di metro siamo rientrati in albergo.

Se siete curiosi di scoprire quali avventure e quali luoghi e opere straordinarie ci hanno accompagnati nel resto della nostra vacanza parigina, non perdetevi la seconda parte di questo racconto, stay tuned 😉

Alla prossima settimana.

Au revoir 🙂

Mandi!

La Bora

 



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