Mercoledì sera nella più antica gelateria di Roma, da Giovanni Fassi, è stato presentato Roma 80, l’ultimo libro del grande Alberto Mandolesi, voce storica delle radiocronache romane. La serata, moderata dal giornalista Claudio Trionfera (che ha curato anche l’introduzione del libro), si è svolta nel chiostro interno della gelateria alla presenza di giornalisti, produttori ma anche amici, sponsor, fan e curiosi, tutti in fila per rubare un selfie all’autore. Ma non volete che vi racconti tutto l’evento, vè? Bravi, perché non sarebbe da me, piuttosto vi dirò che ci facevo lì.

Federica con Alberto Mandolesi

Chi mi conosce sa che non sono una gran tifosa, nemmeno un’esperta di calcio. Vedo a malapena le partite in tv (quando proprio non le posso evitare) figuriamoci se le ascolto per radio (che fra l’altro in macchina mia è pure rotta!), per cui potete immaginare la mia faccia quando incontrai per la prima volta Alberto qualche anno fa. Niente, normale. Era la faccia di una che non aveva idea di chi fosse quell’uomo. Tutti ne parlavano, Alberto di qua, Mandolesi di là… io niente. Ma sembrava così conosciuto che non mi sarei mai azzardata a chiedere chi diavolo fosse. Mi occupavo di marketing per un’azienda e dovevo organizzare un evento con lui o per lui. Non ricordo bene. Era comunque qualcosa in grande stile, con invitati importanti, ma per me Mandolesi rimaneva Alberto, una persona simpatica e carismatica, sempre gentile, che teneva banco nelle discussioni. Mi spiegarono che per i romani era un’icona, iniziai anche a sentire le sue trasmissioni, perché quando lo racconta lui il calcio piace anche a chi non lo segue. Dopo l’evento lo incontrai spesso finché non cambiai azienda e poi non lo vidi più per un paio d’anni. Quando un giorno conobbi per caso quello che scoprì essere il suo editore. Ma questa è tutta un’altra storia, che prima o poi vi racconterò. Per ora resta questa coincidenza, di ritrovarmi invitata alla presentazione di un libro per poi rendermi conto che si trattava di quello di Alberto.
Ah già, il libro! Mica volete sapere di cosa parla? Se ve lo dico poi che lo comprate a fa?!? 
Comunque, visto che insistete, un assaggino ci sta. Questo lavoro fortemente voluto da Pier Paolo Mocci, giovane editore e founder di Ned Edizioni,  raccoglie le storie che Mandolesi ha vissuto nei ruggenti anni ‘80 seguendo la sua squadra del cuore con tutti i protagonisti. Scherzi inediti con Bruno Conti ed Ancelotti, episodi con Falcao appena arrivato in Italia, il rapporto col principe Giannini, in un’epoca in cui i calciatori non erano inarrivabili e Mandolesi divideva con loro le sue giornate; fra un viaggio in aereo ed uno in pullman, un pranzo ed una cena, conosceva le loro vite, condivideva gioie e dolori. Amarcord di una Roma che non tornerà più, ma anche tutta la verve e l’entusiasmo di un cronista che non vorrebbe mai appendere il microfono al chiodo.
Perché Alberto è così, un entusiasta della vita. Non si ferma un secondo, ride e scherza con tutti e parla, parla, parla, come se stesse sempre in radio. Potrebbe tenere in piedi una trasmissione anche per 24 ore di fila. E’ veramente un fiume in piena, come durante la presentazione, in cui avrebbe raccontato volentieri tutto il libro se non l’avessero fermato. Ma pure io, quando inizio a scrivere, mica scherzo.

La Gianna



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