Avete presente i due fratelli fondatori di Ucooki, la piattaforma di social neighbor food di cui parlo in un’altra intervista su questo blog? Bene, pare che la notte non dormano e continuino a sfornare nuove idee geniali.

Oggi, infatti, voglio parlarvi di uno di loro in particolare, Emanuele, che ha fondato Texturit, una realtà leader del suo settore in Italia. Anche perché gli altri non ci hanno ancora pensato.
Praticamente questo ragazzo di 38 anni, con un lavoro a tempo pieno ed un’attività in proprio nel campo del social food da portare avanti con il fratello, ha avuto un’altra idea innovativa ed ha pensato bene di mettersi alla prova per l’ennesima volta. Io ho scoperto Texturit durante l’intervista che ho fatto ai fratelli Saracino per parlarvi di Ucooki, ma quando Emanuele mi ha spiegato di cosa si trattava non ho resistito a scucire informazioni anche su questa trovata originale che vi racconterò insieme a lui nell’intervista di oggi.

– Visto che abbiamo tenuto la suspence finora, credo sia arrivato il momento di spiegare cos’è Texturit e da dove arriva quest’idea stravagante?

Per via di Ucooki, io e mio fratello abbiamo a che fare quotidianamente con dei food blogger e mi sono reso conto di quanto per loro sia importante l’immagine. Molto spesso si tratta di amanti della buona tavola, abili preparatori di piatti, conoscitori del cibo ma per essere un food blogger di un certo livello al giorno d’oggi, vista la concorrenza, diventa fondamentale comunicare nel modo giusto sui social. 
Per farlo tutti s’ingegnano in una ricerca fotografica senza precedenti. Ormai non basta essere un buon cuoco; tutti cercano le maniere migliori per presentare i piatti, allestendo mini set fotografici. Allora ho pensato, cosa potrebbe aiutarli? Magari degli sfondi colorati su cui posizionare le pietanze? Magari anche dipinti a mano e con degli effetti 3D o trompe l’oeil?
Ho scoperto che qualcuno nel mondo li produce, ma non in Italia, quindi per reperirli ci vuole tanto tempo ed altrettanto denaro. Per cui ho pensato: posso farli io.

– Certo che dal farsi venire un’idea del genere a realizzarla ce ne passa. Se fosse venuta a me che disegno peggio di un bambino di terza elementare, poteva anche essere una genialata ma sarebbe morta lì. Tu come sei passato dalla teoria alla pratica?

Diciamo che partivo avvantaggiato. Dipingo da quando ero, appunto, proprio in terza o quarta elementare. Negli anni dell’università qui a Bologna ho esposto in diverse mostre (vedi profilo flickr). Stava diventando quasi un’attività professionale. Poi sono stato rapito da impegni lavorativi e personali per cui ho deciso di accantonare un po’ questa passione. Anche se non l’ho mai fatto del tutto. Qualche anno fa ho pure partecipato ad un bando indetto dalla Regione Puglia (ndr. Bollenti Spiriti) per decorare la città di Lecce con una serie di istallazioni di giovani artisti locali. Feci un bimbo alto 20 metri per 10 di larghezza, tutto completamente ricoperto da luci led colorate. Alla fine fu più la spesa dell’impresa, ci lavoravo di notte e mi costò un botto, però vuoi mettere la soddisfazione di vedere quel bambino stagliarsi davanti ad una delle porte principali della città?

– Ok, quindi i pannelli che produci sono praticamente delle piccole opere d’arte. Diciamo che stai ad un livello leggermente superiore a Giovanni Mucciaccia.

Diciamo che per il mio art attack non uso le forbici con la punta arrotondata, ma veri pannelli di abete che dipingo a mano da tutti e due i lati, con effetti tridimensionali, creando illusioni e giochi prospettici con le indicazioni che ricevo dall’acquirente. In pratica sono dei mini pannelli double face, con effetti 3D.

– Alcuni lettori che non bazzicano su Instagram e cucinano giusto per sopravvivenza si staranno chiedendo: ma è un prodotto che si vende?

Ebbene si e devo dire che gli ordini, fortunatamente, continuano ad aumentare. Ho aperto l’attività solo ad Aprile di quest’anno ed a Luglio avrò già smarcato il mio 100esimo ordine. Non mi sembra malaccio per uno che nel frattempo ha un lavoro full time ed un’altra attività in proprio…

– Ma infatti immagino che tu non dorma la notte. Forse nemmeno mangi… Invece, i food blogger che a differenza tua mangiano e dormono tranquillamente, che tipo di pannelli ordinano solitamente?

Soprattutto pannelli shabby chic e country. Quindi ovviamente prevalgono i toni del grigio, del rosa o del blu e del verde. Però le richieste iniziano ad allargarsi ad altre tipologie di materiali. I blogger per battere la concorrenza si attrezzano per stupire con effetti speciali, per cui dovrò farlo anch’io.

– Mi vuoi dire che sta pensando di aggiungere qualcos’altro alla tua offerta?

Esattamente. L’obiettivo è quello di riuscire ad offrire sempre più prodotti per allestire questi piccoli set fotografici, dalle posate ai tessuti, passando per le porcellane… Comunque per ora continuo con i pannelli che mi danno già il mio bel da fare, però vi assicuro che non finirà qui.

Allora non ci resta che aspettare la prossima mossa di questi fratelli Saracino in continua evoluzione nel mondo del food. Sperando che ogni tanto abbiano anche il tempo di mangiarlo questo benedetto cibo.


La Gianna

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